martedì 31 luglio 2012

Andy Warhol - "The Velvet Underground"


Warhol, il genio della Pop Art

E' Andy Warhol (1928-1987) a salutare questo caldissimo mese di luglio 2012 con una delle opere più famose nella storia della Pop Art. Direttamente dagli Stati Uniti d'America, Warhol nella vita lavorò con l'arte a trecentosessanta gradi, dedicandosi a pittura, scultura, regia, produzione cinematografica e direzione di fotografia, recitazione, sceneggiatura e montaggio. Un uomo, un genio, che da sempre ha rappresentato un precursore e un mito per l'arte moderna.
La sua formazione e successo avvennero a New York, dove lavorò con prestigiose riviste subito dopo la laurea, collaborando a livello pubblicitario con Vogue e Glamour. Nel 1968 riportò gravi danni a seguito di alcuni colpi di pistola sparati da una frequentatrice del suo studio (The Factory, celebre per aver ospitato artisti perennemente alle prese con anfetamine e feste all'avanguardia, dove si producevano sopratutto serigrafie e litografie), Valerie Solanas.
L'arte di Andy Warhol non può certamente essere esaurita in queste poche righe, tanto che tornerò presto su  questa forma di arte libera e popolare (da qui il suffisso "Pop", che portava in serie agli occhi di tutti elementi ed oggetti della società dei consumi agli occhi di tutti come forma ed espressione astratta dell'opera d'arte): oggi però ne approfitto per proporre la copertina con il famoso disegno di una banana che il maestro statunitense realizzò per promuovere e sostenere Lou Reed e i The Velvet Underground all'esordio della loro carriera musicale.

La copertina dell'album d'esordio dei Velvet Underground disegnata da Andy Warhol
Warhol - Velvet Underground

lunedì 30 luglio 2012

Vincent Van Gogh - "I Girasoli"


I magnifici girasoli di Van Gogh

Senza dubbio una tra le pitture più note del celebre maestro olandese, "I Girasoli" di Vincent Van Gogh sono stati tra i più amati soggetti del pittore, tanto da ritrarli più vole e in pose diverse (in alcuni casi in gruppi da dodici fiori, in altri da quindici).
Uno dei più famosi è sicuramente quello che vi propongo oggi, che ritrae una dozzina di splendidi esemplari di uno dei fiori più magici e pieni di vita in assoluto. Van Gogh iniziò a dipingerli nel 1888 e uno di questi capolavori fu donato all'amico Gauguin
L'opera mostra i fiori in diverse fasi della loro esistenza terrena: alcuni sono in fase di nascita, altri sono nella piena fase della fioritura, altri stanno invece appassendo: una perfetta rappresentazione della vita, cui la tecnica dello spettro giallo diede maggior forza alla realizzazione dei pigmenti di questi memorabili esempi di arte.
I girasoli di Van Gogh
Van Gogh - Girasoli

venerdì 27 luglio 2012

Amedeo Modigliani - "Grande nudo disteso"


Gli scandalosi nudi di Modigliani

Viene finalmente a trovarci il maestro Amedeo Modigliani (1884-1920), celebre pittore italiano la cui notorietà è stata data sopratutto dai suoi bellissimi quadri ritraenti donne nude dal corpo stilizzato e dal lungo collo. Nella sua vita brevissima, morì infatti a 35 anni a causa della tubercolosi, si occupò anche di scultura. Costretto spesso in giovane età a restare in casa per via della sua salute cagionevole, Modigliani iniziò ad apprendere le tecniche di disegno riuscendo a frequentare le lezioni tecniche di Guglielmo Micheli, che lo iniziò all'arte dei macchiaioli.
La scelta definitiva per la pittura avvenne a causa dell'avanzare della malattia che andava peggiorando nel momento in cui l'artista respirava le polveri causate dall'attività dello scolpire. Proprio nel 1917 si tenne la sua prima mostra alla Gallerie Berthe Weill a Parigi, suscitando grande scandalo verso gli spettatori francesi e provocando l'intervento della polizia per via dei suoi ritratti di nudo, considerati all'epoca osceni e depravati.
Furono tuttavia gli anni più prolifici per il pittore, che andava tuttavia sperperando in alcool e droghe tutto quello che riusciva a ricavare dalla vendita delle sue opere. Il quadro che vi propongo oggi è certamente uno dei lavori più noti del maestro livornese, in cui emerge il voluto contrasto cromatico tra il candore della pelle della modella e lo sfondo più scuro, allo scopo di dare risalto all'atteggiamento rilassato e tranquillo che la ragazza mostra nel dipinto.

Modigliani Grande Nudo Disteso
Modigliani - Grande Nudo Disteso

mercoledì 25 luglio 2012

Paul Cèzanne - "I giocatori di carte"


Cèzanne, un artista incompreso

Figlio di un fabbricante di cappelli e dai parenti di origine piemontese, Paul Cèzanne (1839-1906) formò il suo carattere e la sua cultura personale e umanistica nelle migliori scuole francesi, grazie all'agiatezza della famiglia. Tra i suoi compagni di studio al Collège Bourbon (chiamato oggi Mignet) figurò anche Émile Zola, con il quale si legò in profonda amicizia. La sua attività di pittore iniziò nel 1859, quando organizzò il suo studio di pittura ad Aix-en-Provence e iniziò a frequentare spesso il museo del Louvre dove aveva l'opportunità di esercitare la sua tecnica copiando i più grandi artisti come El Greco o il nostro Caravaggio. I suoi lavori inediti tuttavia non ne trassero giovamento, perchè risultavano troppo influenzati dall'ispirazione tratta al museo parigino.
Cèzanne tentò allora l'apertura all'impressionismo, ma anche in questo caso, secondo i colleghi dell'epoca, non riuscì mai a coglierne appieno il senso, rendendo le sue creazioni spogliate nella forma e concrete nella rappresentazione spaziale. Da vivo non fu particolarmente fortunato e compreso, tanto che all'ennesimo tentativo fallito di esporre le sue opere in un Salon si richiuse in un periodo di isolamento che lo portò ad uno stile più romantico del suo modo di approcciarsi alla tela, maggiormente vicino alla percezione della coscienza. Divenne anche particolarmente paranoico ed era nota la sua antipatia reciproca per Manet.
Fu solo dopo la sua morte che le opere di questo bravissimo artista vennero riprese, ponendo le basi del cubismo (soprattutto Picasso e Modigliani) e delle avanguardie del Novecento.
Cèzanne - Les joueurs de carte


martedì 24 luglio 2012

Balthus - "La gonna bianca"


Balthus e lo stile onirico

Balthus (1908-2001), pseudonimo di Balthasar Kłossowski de Rola, pittore francese di origine polacca, ci racconta oggi la sua storia con questo bellissimo dipinto che raffigura una giovane ragazza seduta comodamente mentre indossa un elegante vestito bianco. Scarsamente considerato negli anni della sua produzione artistica, è stato tuttavia con merito rivalutato e considerato uno dei più grandi esponenti dell'arte figurativa, mescolando uno stile quasi rinascimentale, lineare, con quello surrealista e metafisico molto prossimo a quello di Giorgio de Chirico.
Molti dei lavori di Balthus vedono come protagoniste giovani ragazze, tanto che in molti lo accusarono spesso di avere intenti pornografici: secondo l'autore tuttavia, la pittura serviva solo a mostrare l'esistenza della sessualità infantile, palesemente velata dalla società perché considerata un tabù imbarazzante.
Le sue opere e i suoi tentativi sperimentali furono sostenuti da altri grandi artisti come Matisse e Rilke, trasferendosi ancora ragazzo a Parigi nel 1933. Proprio l'anno dopo verrà esposta la sua prima serie di rappresentazioni.
Lo stile di questo pittore è interessante, spesso i personaggi che ritrae sembrano inclusi dentro un sogno, apparendo quasi inespressivi, onirici, irreali, di cui lo stesso Picasso fu grande ammiratore acquistandone diverse creazioni. Balthus visse i numerosi anni della sua vita creando una immagine di sé stesso indecifrabile sposandosi una seconda volta con una giovane ragazza giapponese (di 35 anni più piccola) e divenendo il primo pittore a vedere esposti, mentre ancora era in vita, i suoi capolavori nel museo del Louvre.
Balthus - The White Skirt


venerdì 20 luglio 2012

Paul Gauguin - "Donne di Tahiti"


Il Sintetismo di Gauguin

Paul Gauguin (1848-1903) è stato uno straordinario pittore francese la cui prima formazione artistica fu di stampo impressionista, prima di trasformare il suo stile in modo più astratto e semplice in quello che venne definito Sintetismo. Fu un precursore del Fauvismo e delle stesse espressioni dell'Art Noveau.
Gauguin nacque a Parigi, ma fu costretto a vivere alcuni anni in Perù a causa dell'avvento al potere di Napoleone III.
Tornato in Francia dopo essersi arruolato in marina, iniziò il suo percorso artistico come autodidatta, facendo la conoscenza di Pissarro e iscrivendosi alla prestigiosa "Accademia Colagrossi", dedicandosi anche alla scultura.
Nonostante tutto però, le tecniche impressioniste con cui Gauguin si era formato non davano soddisfazione al suo animo, cui l'ulteriore conoscenza con Vincent Van Gogh ne segnarono un inesorabile distacco a favore di dipinti più semplici dal netto distacco cromatico: il colore viene chiuso in zone, settori, la superficie si annulla nel rapporto tra spazio e volume, la scena si presenta nella sua essenzialità: non a caso gauguin iniziò a dipingere a memoria proprio per arrivare ad una pittura essenziale, sintetica e scevra di particolari da lui considerati superflui.
Il quadro di oggi venne dipinto dall'artista durante un viaggio a Tahiti (nella Polinesia francese), dove possiamo ritrovare molta della vitalità dei suoi quadri: una tela è il modo con cui l'artista enuncia il suo messaggio all'osservatore: è comunicazione chiara e visibile.
Gauguin - Donne di Tahiti

mercoledì 18 luglio 2012

Teomondo Scrofalo - "Il Bevitore"


La vera storia del quadro più bizzarro della tv

Negli anni Ottanta, nell'immancabile e indimenticabile serata domenicale del Drive In, celebre trasmissione satirica dove molti dei più grandi comici italiani hanno mosso i loro primi passi (basti pensare ad Enrico Beruschi oppure al bravissimo scrittore Giorgio Faletti) un giovane Ezio Greggio portava agli schermi italiani un simpatico sketch denominato "Asta Tosta", in cui interpretava un venditore di cianfrusaglie spacciate come straordinarie opere d'arte.
Tra i tanti oggetti messi nella simpatica vendita satirica, il pezzo forte della serata era sempre lo stesso quadro, che Greggio definiva scherzosamente in più modi come una natura morta, una ballerina di danza classica, un autoritratto: ecco come tutti in un modo o nell'altro hanno fatto conoscenza di questo fantomatico autore kitsch, Teomondo Scròfalo, la cui storia bizzarra mi ha talmente incuriosito da cercare maggiori informazioni sul suo conto.
Il nome tuttavia è opera di fantasia, e attualmente si utilizza per denigrare un pittore reputato di scarso talento. Il quadro, opera già nota in alcune osterie italiane che ne ospitavano una riproduzione già nei primi anni Sessanta, raffigura un vecchio intento a bere. La bottiglia a fianco fa pensare facilmente ad un ubriacone, così come il soggetto pare riprendere in maniera del tutto scherzosa l'omonimo dipinto di Cèzanne.

Teomondo Scrofalo - Il bevitore

martedì 17 luglio 2012

Jean Antoine Watteau - "L'amore al teatro francese"


Watteau e la disinvolta pittura del teatro

Si, avrete capito che i pittori francesi mi piacciono molto. Oggi vi parlo di Jean Antonie Watteau (1684-1721), artista di straordinario calibro che fece anche la conoscenza delle tecniche di disegno utilizzate dai pittori fiamminghi, e che studiò a fondo le grandi opere di Tiziano e Pietro Paolo Rubens. Nel 1703 conobbe ed iniziò a lavorare nella bottega di Claude Gillot, che si occupava di costumi e scene teatrali, occupandosi di tematiche come la commedia italiana e i suoi personaggi.
Watteau ha indubbiamente uno stile disinvolto, ma molto preciso e pienamente incentrato sul significato onirico che un quadro può dare all'occhio di chi lo guarda: scene ampie, quasi beffarde e al limite della piena comprensione, dove tutti gli elementi al suo interno generano divagazione e smarrimento, quasi a non capire esattamente dove bisogna andare a guardare.
E'una autentica scissione tra il tempo, la spazio, un limbo ideale di interazione tra i personaggi. 

Watteau - L'amore al teatro francese

venerdì 6 luglio 2012

Frederick Childe Hassam - "Pesci rossi alla finestra"


Childe e l'Impressionismo in America

Hassam - The Goldfish Window
Anche gli Stati Uniti vantano il loro bellissimo patrimonio di impressionisti, di cui senza dubbio Frederick Childe Hassam (1859-1935, conosciuto soprattutto come Childe) è uno dei suoi migliori e maggiori esponenti.
Da giovanissimo lasciò gli studi per dedicarsi al mestiere di intagliatore, per poi cimentarsi con l'acquerello e le illustrazioni. Spinto da una sua carissima amica e collega, Celia Thaxter, Hassam si recò nel 1886 a Parigi per approfondire il disegno di soggetti umani all'Acadèmie Julian, dove tuttavia il pittore rimase piuttosto deluso. Childe infatti fece moltissima esperienza dagli impressionisti parigini che vivevano ed esponevano nella città (erano infatti gli anni più fiorenti di questo tipo di produzione artistica).
Tornato in America e stabilitosi a New York, dedicò le sue opere all'atmosfera lieve e gioiosa della grande metropoli statunitense, in contrapposizione alla secondo lui più cupa atmosfera francese, spegnendosi all'età di 75 anni. In questo quadro, che ritrae una giovane donna davanti alla più classica boccia di vetro con i pesci rossi, emerge un colore spettacolare, vivo.
Il tutto è confermato dalla finestra aperta, che sembra quasi far "entrare aria" anche  nella stanza dell'osservatore.

mercoledì 4 luglio 2012

Joan Mirò - "Il Carnevale di Arlecchino"


Mirò, il Surreale che uccide il convenzionale

Joan Mirò (1893-1983) è stato un pittore, un ceramista e uno scultore spagnolo, esponente del surrealismo, tecnica pittorica che presuppone la liberazione dell'inconscio umano in modo attivo e critico verso la razionalità,  prediligendo la libera e spontanea espressione della libertà umana senza inibizioni.
Mirò iniziò la sua giovane carriera artistica già a otto anni, conobbe il grande Pablo Picasso e in poco tempo sviluppò a livelli incredibili il suo stile surreale, studiando forme espressive sempre più ardimentose.
Disprezzava la convenzionalità artistica a favore di una sua uccisione (parlava anche di un suo stupro) lavorando in maniera sempre più marcata alle sue monografie attualmente ammirate in tutto il globo terrestre.
In questa opera, manifesto del suo stile e di tutto il surrealismo, compaiono figure facilmente riconoscibili (come ad esempio un gatto e un pesce), ma anche elementi simbolici (si noti il triangolo scuro alla finestra che rappresenterebbe la Torre Eiffel) e fluttuanti, come a voler abbattere le dimensioni spaziali e viaggiare oniricamente nella mente umana, come fantasmi o presenze immaginarie.
Mirò - Il Carnevale di Arlecchino

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