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lunedì 2 aprile 2012

Joan Mirò - "Costellazione Amorosa"


Mirò, l'opera d'arte come traiettoria dello spirito

Protagonista al Chiostro del Bramante di Roma fino al prossimo 10 giugno 2012, Joan Mirò (1893-1983) ci ha dato già un bellissimo saggio delle sue grandi qualità con il "Carnevale di Arlecchino". L'opera che vi propongo oggi rappresenta ancora una volta il suo credo artistico: l'abbattimento della convenzionalità a favore di opere libere da regole e fluttuanti nella tela come sogni in viaggio all'interno della mente umana. Nella sua vita dedicata al surrealismo Mirò lavorò anche su molte litografie, oltre a numerose creazioni in ceramica, in bronzo e pitture su vetro.
La serie delle "Costellazioni" (tra il 1939 e il 1941), di cui oggi possiamo ammirare quella amorosa (Il titolo originale è "Cifre e Costellazioni amorose di una donna"), fu dipinta poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale: Mirò cercava nel suo lavoro di evadere dalla cruenta realtà di morte e distruzione che si stava affacciando all'orizzonte. Ma sopratutto, voleva portare sotto gli occhi di tutti i veri valori dell'esistenza umana, valori così pieni di colore che nemmeno il conflitto più sanguinoso della storia avrebbe potuto cancellare, nonostante la brutalità e la crudeltà degli uomini: "Ciò che conta non è tanto un'opera,- sosteneva il grande maestro - ma la traiettoria dello spirito che attraversa la totalità della vita, non ciò che si è riusciti a fare durante il suo corso, ma ciò che essa lascerà ad altri in un giorno più o meno lontano".
Mirò - Costellazione Amorosa

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