venerdì 30 marzo 2012

Vincent Van Gogh - "Uliveto"


Van Gogh e il fascino della Natura

Il maestro Vincent Van Gogh torna a trovarci con questa bellissima opera raffigurante un uliveto dipinto nel 1889. L'artista considerava il suo lavoro di pittura imprescindibile dalla realtà della natura: quasi da essa soggiogato infatti, Van Gogh temeva di discostarsene troppo nel rappresentarla. E'per questo che prediligeva l'osservazione diretta e attenta del particolare, senza tralasciare alcun dettaglio. Si sentiva talmente trascinato dalle emozioni che trascorreva ore e ore a dipingere paesaggi senza manifestare alcun tipo di stanchezza o cedimento: una totale assimilazione tra l'uomo, lo spirito e tutto ciò che era intorno a lui.
Van Gogh - Uliveto

giovedì 29 marzo 2012

Frida Kahlo - "Radici"


La difficile vita di Frida

Per capire attentamente il quadro che vi propongo oggi, è necessario sapere la storia di questa artista messicana tanto brava quanto sfortunata, che ha trascorso tantissima parte del suo tempo a dipingere sdraiata sul letto perché immobilizzata a lungo da un grave incidente avvenuto quando aveva l'età di 17 anni. La vita di Frida Kahlo (1907-1954) è stata oggetto di cinematografia ed  la storia di una donna sempre tesa alla libertà e all'anticonvenzionalità.
Dotata sin da giovanissima di enorme talento, Frida si ritrovò, dopo un grave incidente con un autobus, con gravi problemi alle vertebre ed enormi danni all'apparato sessuale, tanto da restare immobilizzata per molto tempo sul letto. In quel periodo difficile tuttavia, riuscì a dipingere numerosi autoritratti, (di cui il primo dedicato ad Alejandro, il ragazzo di cui era innamorata) grazie al provvidenziale aiuto dei genitori, che le fornirono colori, un letto a baldacchino e uno specchio montato sul soffitto della sua stanza per potersi ritrarre.
Non appena tornò a camminare (ma con dolori lancinanti che l'accompagneranno tutta la vita), sposò un famoso pittore dell'epoca, Diego Rivera. Fu un matrimonio difficilissimo, in cui entrambi nella coppia si tradivano a vicenda. Frida per far dispetto al marito lo fece anche attraverso esperienze omosessuali. Morì senza aver avuto figli, un rimpianto che portò con rammarico enorme nella tomba.
In molti vedono nell'esperienza di Frida il surrealismo, con l'accostamento di oggetti e persone a contesti irreali frutto solo dell'immaginazione, ma in resltà molti vedono nelle opere il tentaivo riuscito di proiettare sulla tela il desiderio concreto di una vita normale, senza l'obbligo doloroso di reprimere la propria sessualità e trovare la vita all'interno di sé stessi. Ed è solo con quest'ottica che ora possiamo comprendere meglio il Sogno Dentro Un Sogno di oggi.
Frida - Roots

domenica 25 marzo 2012

La Domenica dei fumetti - Luciano Bottaro - "Le Mattaglie"


La pazza guerra di Bottaro

Luciano Bottaro (1931-2006) è stato uno stimatissimo autore di fumetti e vignette umoristiche in Italia, e senza ombra di dubbio uno tra i più importanti maestri del fumetto. Il suo stile tondeggiante, simpatico ma sempre ben delineato ha contraddistinto il suo lavoro fino al 2006, anno della sua morte a Rapallo. La sua carriera subì una svolta decisiva nel 1951, quando di sua iniziativa e spinto da un forte bisogno di denaro decise di rischiare il tutto per tutto recandosi a Milano in cerca di un editore che potesse prenderlo a lavorare in qualche testata. La sua lunga ricerca lo portò alla Disney, con Topolino, dove dopo alcune difficoltà riuscì a portare a termine una storia con protagonista Paperino. Gli anni successivi consacrarono Bottaro che fu investito di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il premio Papersera del 2006. Tra i suoi personaggi più conosciuti spiccano Pepito, un simpatico pirata, il campagnolo funghetto Pon Pon e il carismatico Re di Picche. Con la Disney invece la strega Nocciola, Paperone, e le numerose grandi Parodie con i personaggi di Topolino. La vignetta che vi propongo oggi è tratta dalle Mattaglie, uno dei biglietti da visita (ne esistono una cinquantina) più noti di Bottaro: un sapiente mix di umorismo e realtà sul tema della guerra e la durezza del conflitto.
Bottaro - Il Bottone

sabato 24 marzo 2012

Ogata Gekko - "Flusso nella Nebbia"


Gekko, un disegnatore cronista di guerra

Un nuovo artista degli Ukyio-e ci presenta oggi la sua storia, con questo bellissimo disegno raffigurante un leggero flusso d'acqua scorrere verso il basso disperdendosi nella nebbia. Ogata Gekko (1859-1920) è ricordato sopratutto per le sue numerose stampe (ben cento) del monte Fuji, anche se poi iniziò a lavorare con un stile molto più personale (il suo primo maestro a cui volle ispirarsi fu Hokusai) e molto vicino al Nihonga, con cui l'artista ritraeva i suoi soggetti in base alle norme convenzionali della tradizione nipponica e quindi nettamente distinte da quelle occidentali (eseguendo questi lavori su seta o carta giapponese attraverso l'uso di spazzole). Gekko è stato inoltre tra coloro che si interessarono alla Guerra cino-giapponese (1894-1895) descrivendo con i suoi lavori i progressi delle battaglie sul piano tecnico e navale. 
Gekko - Frog and Stream

venerdì 23 marzo 2012

Wakeupnews - La pittura figlia dei fiori


Arte e Natura in collaborazione con Wakeupnews

Inizia oggi, insieme al giornale Wakeupnews, un bellissimo viaggio alla scoperta del rapporto tra la natura e come essa è rappresentata e rispettata dall'arte.

http://www.wakeupnews.eu/la-pittura-figlia-dei-fiori/


Vincent Van Gogh - Paesaggio

mercoledì 21 marzo 2012

Sandro Botticelli - "La Primavera"


Primavera, stagione dell'amore e dei fiori

Anche se il calendario l'ha anticipata di un giorno, diamo il benvenuto alla primavera con il bellissimo quadro di Sandro Botticelli, che oggi vi presento nella sua completa interezza. Stagione dell'amore, della rinascita e dei colori più belli, la viviamo nelle immagini e in musica con i suoni che il grande Vivaldi ha dedicato a questa bellissima stagione.
Sandro Botticelli - La Primavera

martedì 20 marzo 2012

Marc Chagall - "Capra che suona il violino"


La Capra, il Violino e la Sposa di Chagall

Marc Chagall (1887-1985) è uno dei pittori russi (d'origine ebraica, ma naturalizzato francese) più menzionati e ammirati nella storia dell'arte moderna. Nato a Vitebsk (nell'attuale Bielorussia) da un venditore di aringhe.
Chagall ha riproposto molto spesso nelle sue opere tematiche ed elementi tipici della sua infanzia, durante la quale, nonostante le modeste condizioni di vita, l'artista ha vissuto i suoi momenti giovanili più belli. Maturato artisticamente, trascorse alcuni anni a Parigi, prima di partecipare alla Rivoluzione Russa del 1917. Uscito da un brutto periodo di depressione causato dalla morte della moglie, visitò numerose volte in Grecia e Israele, dove creò una vetrata per la sinagoga dell'ospedale Hadassah Ein Kerem. Il suo stile pittorico riflette molto la cultura russa dove l'artista si è sviluppato insieme ai suoi più intimi ricordi di infanzia.
In particolare poi, descrisse numerosi episodi biblici che riproponevano importanti aspetti dell'ebraismo e della Torah. Aspetti molto importanti nelle sue opere sono in particolare le figure dell'ebreo errante, figlio della diaspora in cerca delle sue origini, il violino (in onore ad un musicista che viveva vicino casa sua) simbolo della precarietà della condizione degli ebrei.
La capra è invece la rappresentazione del focolare domestico, mentre la sposa ritratta è l'effige di Bella, la moglie che l'artista perse prematuramente.
Chagall - Capra che suona il violino

lunedì 19 marzo 2012

Maurits Cornelis Escher - "Scale"


Escher, l'artista dell'impossibile

Ecco un artista capace di rappresentare quello che non esiste: Maurits Cornelis Escher, (1898-1972), incisore e grafico di origini olandesi.
Le sue opere incredibili sono perenne argomento di interesse da parte di logici e matematici per le sue impossibili costruzioni di strutture illogiche e piani di realtà impraticabili.
Agli inizi della sua carriera artistica fu molto colpito, durante un suo viaggio a Granada, dalle decorazioni arabesche dell'Alhambra, tematiche che ritornano spesso nelle sue opere.
Una dimostrazione del suo talento ve la propongo oggi in questa stupenda litografia dove un insieme di figure sale e scende continuamente da alcune scale riprodotte minuziosamente in proporzioni e simmetrie assolutamente irreali.
Escher - Scale

domenica 18 marzo 2012

La Domenica dei fumetti - Giorgio Cavazzano - "Casablanca" da "Topolino", 1988


Il vaporetto del destino

Giorgio Cavazzano, insieme a Lucio Bottaro (di cui parleremo Domenica prossima) è uno dei disegnatori umoristici più apprezzati in Italia e in Europa. I suoi lavori spaziano dal fumetto disneyano ad opere di altre edizioni e generi, comprendenti anche la pubblicità e l'animazione. Il suo primo lavoro con Topolino risale al 1967 (Paperino e la gloria nazionale) e nasce con una storia davvero curiosa, ma fondamentale per la carriera di questo artista: durante un viaggio in vaporetto infatti, Cavazzano perde per tutta l'imbarcazione alcuni disegni fatti dal cugino, che finiscono nelle mani di una ragazza. Proprio a quest'ultima mentirà dicendo che i disegni erano suoi, scoprendo, con infinito stupore, che la donna in realtà era la futura moglie di Romano Scarpa (altro grandissimo fumettista), con il quale inizierà a collaborare da allora grazie a quel fortunato incontro. Al di fuori del mitico eroe con le grandi orecchie, figurano anche gradevolissimi lavori noir come "Altai & Johnson", "Capitan Rogers" e "Eldoleo", il mitico leone del gelato e biscotto cucciolone. Il sogno di oggi vede proprio la riedizione in chiave Disney di un grande classico della cinematografia mondiale, "Casablanca", di Michael Curtiz (1942).
Cavazzano - Casablanca

sabato 17 marzo 2012

Claude Oscar Monet - "Le Ninfee"


Il Paradiso di Monet

Riabbracciamo ancora una volta l'impressionismo di Monet. La scelta del quadro di oggi da parte mia non è casuale, ma riflette una condizione d'animo meditativa che mi accompagna da questa mattina. Viviamo tutti spesso una vita complicata, la ruota pare non girare mai e tutto ciò su cui noi puntiamo, cose, persone, non fanno altro che illuderci. La menzogna è diventata il pane quotidiano di questa società: ti obbligano a fare tutto, anche quello che non vuoi, e non puoi protestare o parlare.
Anzi, come accenni qualcosa, sei ulteriormente frustrato per essere messo nuovamente a tacere. Ti domandi se tutto questo sia ingiusto o sei tu ad avere sbagliato qualcosa. Poi il caso, e sempre solo quello, ti dà la risposta che cercavi, il tassello mancante del puzzle. In un colpo solo capisci tutto, e ti senti svuotato. Deluso? Arrabbiato? Non lo so.
Tuttavia, una cosa di cui sono certo è che posso ancora pensare con la mia testa, alla ricerca di un angolo di pace dove poter dare ordine ai miei pensieri e prendere decisioni importanti. Monet mi ha dato questo spazio (che era il suo giardino di Givenry), un acqua pura, leggera, dove le ninfee galleggiano senza dover rendere conto a nessuno. Si dice che abbia dipinto queste piante pensando al colore del cielo nonostante fosse stato già colpito dalla cataratta, ma il risultato è straordinario.
Questo angolo di Paradiso è anche vostro, e lo condivido con voi e per tutti coloro che hanno bisogno, come me, di capire.
Monet - Ninfee

venerdì 16 marzo 2012

James Ensor - "L'intrigo"


Le maschere di una società in decadenza

Oggi proponiamo la notevole arte del pittore belga James Ensor (1860-1949), artista misantropo che con ogni probabilità fu l'unico tra i pochi ad interpretare sulle proprie tele le contraddizioni e le anomalie della cultura del suo tempo. Giocando sapientemente tra espressionismo e simbolismo, Ensor esprimeva nei suoi quadri le inquietudini dell'uomo di fronte al cambiamento del mondo, all'alienazione, al senso cupo del disagio e della solitudine in un mondo che già allora stava iniziando a prendere la via della massificazione e dell'anomia. Sono opere particolarmente vionete, fatte di colori forti, aspri, applicati sul piano di lavoro con violenza, dove i soggetti non hanno volto ma sono coperti da maschere , oppure sono spettri o demoni, anticipando grottescamente lo stesso surrealismo. L'umanità di Ensor è un clown ripugnante, falso, capace solo di nascondersi dietro l'apparenza delle cose, ma assolutamente fragile e incapace di apprezzare i colori sinceri della vita.
Ensor - L'intrigo

giovedì 15 marzo 2012

Domenico Morelli - "Il Bagno Turco"


L'oriente macchiaiolo di Domenico Morelli

Ecco un artista che ha saputo cogliere nei suoi lavori il sapore arido del deserto e la luce del sole che si riflette sulla sabbia delle dune: Domenico Morelli (1826-1901), nato a Napoli e che, oltre ad essere stato un eccellente pittore, si è distinto come Senatore durante la XVI legislatura del Regno d'Italia. Influenzato dagli scritti poetici e sopratutto romantici di Lord Byron, Morelli dedicò ampia parte della sua creatività su questa tematica. Con il passare degli anni, tuttavia, il suo stile molto preciso e accademico cedette il passo ad una tipologia di pittura più fresca, disponibile alla variazione e al tono della colorazione. Questa evoluzione fu resa possibile dai contatti che lo stesso Morelli teneva con i pittori macchiaioli più esperti del suo tempo (figurano i pittori Filippo e Giuseppe Palizzi).
Nel Sogno di oggi, di forte stampo orientalista (così come la recente mostra romana che ha ospitato quest'opera), vediamo tre donne: le prime due chiacchierano, la terza, dalla carnagione più scura, è in procinto di spogliarsi per entrare nelle calde acque del bagno turco. Bellissimi i giochi cromatici tra l'ambientazione e la descrizione della stessa, tra particolari evidenti (come ad esempio le mattonelle) e il movimento dell'acqua che sembra, e non marginalmente, dirigere l'intera scena.

Morelli - Il bagno turco

mercoledì 14 marzo 2012

Arte Visiva - "Morphing"


La trasformazione dell'immagine

Il Morphing è stato uno dei primi effetti nati dalla digitalizzazione dei contenuti audiovisivi e prevede la trasformazione fluida e graduale di un immagine ad un altra (che può essere di forma diversa rispetto alla precedente). L'effetto può risultare molto divertente, in quanto quello che è mostrato viene "distorto" e modificato fino a diventare qualcosa di ben diverso: è una dissolvenza incrociata. Il primo esempio nella storia del cinema di Morphing lo si è avuto con il film di Ron Howard "Willow", e successivamente con "Guerre Stellari" del 1977. Il 1991 tuttavia è l'anno della consacrazione di questa tecnica digitale, con il film "Terminator 2" e il video "Black or White" di Michael Jackson. Nel sogno di oggi vediamo un applicazione pratica su un campione di immagini di 44 presidenti americani: da George Washington fino a Barack Obama. La musica in sottofondo è il bellissimo "Boléro" di Maurice Ràvel.


martedì 13 marzo 2012

Hiroshige Utagawa - "Roseto sotto la neve e anatra selvatica"


Hiroshige: quando la natura fa l'amore con l'arte

Hiroshige - Roseto sotto la neve e anatra selvatica
Un magnifico esempio di come la natura e l'arte possano fare l'amore insieme. Hiroshige Utagawa (1797-1829) è stato un pittore e un incisore giapponese (è stato anche in mostra a Roma alcuni anni fa) la cui specialità, così come Hokusai, è stata quella di lavorare molto sui paesaggi.
In particolare, sono i suoi Ukiyo-e (tecnica di disegno libera, "fluttuante", che prevedeva la stampa su blocchi di legno) a destare vivo interesse per la loro bellezza artistica, la loro pulizia definita e sopratutto l'amore per la natura che Hiroshige ha dimostrato attraverso il suo lavoro.
Oltre ai paesaggi infatti, il pittore giapponese ha dedicato buona parte delle sue opere anche agli animali (e oggi ne abbiamo uno degli esempi più belli, con questa anatra che nuota in un corso d'acqua mentre la neve sui rami di un roseto ricorda l'inverno).
Il naturalismo di Hiroshige era così profondo da andare oltre la cultura dominante dell'epoca, spingendo a relazionare l'umano con il cosmo attraverso il dialogo tra l'uomo e la natura: un respiro comune che lega tutto insieme in un perfetto quadro armonico. Non è un caso che le bellissime opere di questo autore abbiano successivamente influenzato due mostri sacri della pittura come Vincent Van Gogh e Claude Monet e l'intera cultura degli impressionisti.

lunedì 12 marzo 2012

Wassily Kandinsky - "Giallo, Rosso, Blu"


Giallo, Rosso, Blu nei colori di Kandinsky

Torna nuovamente a farci visita il grande Wassily Kandinsky, con la sua arte astratta in grado di appiattire la forma e abbattere ogni barriera legata ad ogni concetto più assoluto. Il colore, sosteneva il maestro, può essere caldo o freddo, chiaro o scuro. Ma queste quattro caratteristiche possono essere combinate insieme in coppia: in particolare, parlando delle colorazioni calde, Kandinsky attribuiva al giallo le proprietà legate al calore e al movimento orizzontale: sia verso il piano, perché tende ad allargarsi e a diffondersi, sia verso lo spettatore, che viene respinto e abbagliato dalla forza della luce.
Il giallo è come il suono della tromba, è vitalità, eccitazione. Il freddo è invece pertinenza del blu, definito radiante perché si allontana dallo spettatore, muovendosi lungo un percorso circolare che porta ad attirare tutto, osservatore compreso, all'interno di una spirale avvolgente.Il blu è il suono più distante, curato, e indifferente del flauto.
Il rosso, invece, si distingue dai primi due colori per la sua  irrequietezza e energia consapevole. Il rosso non è un colore superficiale, può essere incanalato. E' il suono di una tuba.
Kandinsky - Giallo, Rosso, Blu


domenica 11 marzo 2012

La Domenica dei fumetti: Tetsuo Hara - "Ken il Guerriero"


Il disegnatore del maestro di Hokuto

Tetsuo Hara è l'ospite di questa Domenica dedicata all'arte del fumetto. Nato nel 1961 a Tokyo, da un indiscutibile talento come fumettista e character designer, ha legato la sua notorietà ad avere inventato e disegnato, insieme a Buronson, la famosa serie manga, culto anche delle animazioni televisive giapponesi, dedicata a Ken il Guerriero e la saga della Sacra Scuola di Arti Marziali di Hokuto (Hokuto No Ken), apparsa per la prima volta nel 1983 all'interno della rivista Shōnen Jump. Nell'immagine il protagonista, Kenshiro, si prepara allo scontro con il fratello Raoul, che compare dietro di lui in sella al suo enorme cavallo Re Nero, per decidere chi sarà il vero erede e maestro delle tecniche di combattimento più "esplosive" della storia degli anime giapponesi.

Tetsuo Hara - Ken il Guerriero

sabato 10 marzo 2012

Michelangelo Merisi da Caravaggio - "I bari"


La difficile vita del Caravaggio

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610), poeta della tela ma dall'esistenza difficile e piena di vicissitudini. Nato a Milano, perse presto il padre e i nonni a causa della peste che in quel periodo stava decimando la popolazione. Iniziò presto un lungo periodo di apprendistato (presso maestri di scuola lombarda e veneta) che terminò nel 1592 quando Michelangelo si trasferì a Roma. Furono gli anni più importanti per l'artista, perché ottenne il riconoscimento sociale presso il cardinal Del Monte, con il quale era legato da un forte rapporto di stima e amicizia. 
La protezione di questo importante committente consentì al Caravaggio di frequentare i più importanti ambienti della nobiltà romana. Divenne in poco tempo uno dei pittori più ammirati ed osannati del suo tempo.
Dietro tuttavia questo incredibile successo, però, si nascondeva l'animo di un uomo ribelle e incline alla violenza: fu arrestato e processato numerose volte per risse, percosse, furti e una lunga serie di querele. L'episodio più grave avvenne nel 1606, quando Caravaggio ferì mortalmente un avversario durante una lite scatenata  nello svolgimento di una partita di pallacorda. Dopo questo tragico evento, l'artista venne condannato alla decapitazione e fu costretto a fuggire a Napoli, poi in un secondo momento, a Malta (da dove riuscì a fuggire mentre su di lui pendeva una brutta condanna a morte per aver litigato con un cavaliere) e in Sicilia. Al suo ritorno nel capoluogo campano, rimase brutalmente sfigurato dopo essere stato attaccato da alcuni cavalieri.
Tra il 1609 e il 1610 Michelangelo stava preparando il suo ritorno a Roma (il bando che lo aveva condannato a morte stava infatti per essergli condonato), ma durante il suo viaggio per nave a Palo (dove si stava recando in attesa della sua libertà) una parte del suo bagaglio, consistente in un opera che l'artista aveva preparato per pagare il suo riscatto, Il "San Giovanni Battista", venne per errore portato a Porto Ercole. Partito al suo inseguimento, Michelangelo cadde in preda ai dolori di una misteriosa infezione intestinale, morendo il 18 luglio 1810 dentro l'ospedale della confraternita situata sull'Argentario.
Il quadro di oggi racconta una truffa: un giovane ingenuo gioca a carte mentre il suo coetaneo confabula con il suo compare più anziano. Bellissima la precisione descrittiva, il tratto, con cui Caravaggio descrive il volto del giovane gabbato e l'atteggiamento losco e in combutta dei due bari.


Caravaggio - I bari


venerdì 9 marzo 2012

Christo Javašev - "Reichstag"


La Land Art di Christo

Oggi trattiamo un modo particolare di fare arte visiva. Non un semplice modo di dipingere, ma trasformare l'esistente in qualcosa di diverso agli occhi della visione umana. Un nuova tecnica di osservazione degli oggetti, delle cose, gli stessi monumenti che divengono, da arte, elementi di partenza per una nuova creazione.
Ed è qui che si colloca il lavoro di Christo Vladimirov Javašev (nato nel 1935 a Gabrovo, in Bulgaria), fondatore ed esponente della corrente dei nuovi realisti (che vede nell'atto della composizione l'utilizzo e la riaffermazione dei materiali desunti dalla realtà nelle forme più svariate), dimostrando le sue ottime intuizioni nella speciale tecnica del Land Art, effettuata in larga scala.
Il sistema si base su un procedimento molto semplice, ma di complessa realizzazione: si effettua una modifica diretta sulla realtà di un paesaggio in modo del tutto provvisorio e di forte impatto, ottenuta imballando monumenti o stendendo lunghi teli su grandi porzioni di terreno.
Molti dei suoi lavori Christo li ha relizzati con l'aiuto della compagna Jeanne-Claude Denat de Guillebon, nata lo stesso giorno dell'artista, il 13 giugno del 1935 (Jeanne-Claude tuttavia è poi deceduta nel 2009). Oggi vi proponiamo l'imponente imballaggio della Reichstag di Berlino con l'uso di tessuto argentato avvenuto nel giugno del 1995.
Christo - Reichstag



giovedì 8 marzo 2012

Sandro Botticelli presentato da Pablo Neruda - "Le Tre Grazie" (particolare de "La Primavera")


Botticelli e Neruda ci raccontano la bellezza delle donne

Un caro omaggio a tutte le donne in questo giorno di festa davvero speciale con due ospiti illustri: Sandro Botticelli (1445-1510) e Pablo Neruda. Un grandissimo pittore (di cui presto approfondiremo la storia) e uno straordinario poeta che ci raccontano, come solo le parole e le immagini sanno fare, la bellezza e la sensualità del fascino delle donne.


Pablo Neruda - "Donna Completa"

Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli, 
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.

Botticelli - Le Tre Grazie (particolare de "La Primavera")


mercoledì 7 marzo 2012

William Dobson - "Carlo II"


Il pittore del Re

Oggi ci spostiamo in Inghilterra per conoscere l'arte regale di William Dobson (1610-1646), uno dei primi pittori inglesi ad essere ricordato per la sue eccezionale bravura. Figlio di un artista (anche il padre si occupava di una bottega), Dobson fece il suo apprendistato presso lo studio di William Peake. Si pensa che proprio in questo periodo di formazione il giovane William era riuscito ad avere accesso alla collezione reale dove potè ammirare e trarre ispirazione dai lavori di Tiziano e di Antoon van Dyck. Il secondo era il pittore ufficiale del re Carlo I di Inghilterra, e fu proprio lui, notando la qualità delle opere di Dobson, a presentarlo alla corte. Da quel momento in poi William Dobson disegnò unicamente per l'intera famiglia reale, fino a sostituire con ogni probabilità il suo mentore nel 1641. Tra le sue opere figurano anche il duca di York e il giovane Carlo II Stuart, il cui quadro è quello proposto oggi. Non è noto come, ma Dobson morì a 36 anni in condizioni di miseria.
Dobson - Carlo II


martedì 6 marzo 2012

Vincent Van Gogh - "Notte Stellata"


Il sogno di una notte come questa

Questa notte qui a Roma ha piovuto, ma ho immaginato una notte come questa quando ho pensato a quale opera proporvi oggi. Perché a nessuno piace avere nubi nella propria vita, e l'idea che le le cose possano esserci nascoste ci terrorizza. Molte volte gli eventi non vanno come vorremmo, perdiamo la fiducia in quello che siamo e non è giusto. Abbiamo bisogno di chiarezza, di immagini lucide. Del nostro momento per guardare all'insù e non avere paura. Speravate in qualcosa che non potrà mai accadere? Bene, guardate in alto. Temete di restare soli? Aspettavate un miracolo? Rialzate di nuovo la testa. Fatelo tutte le volte che ne sentite il bisogno.
Vincent Van Gogh (1853-1890) l'aveva capito bene, e non a caso fu spesso incompreso in un mondo che lo aveva giudicato matto e malato di epilessia. Un matto dalle mani e dalla visione straordinaria delle cose però. La vita di questo immortale artista è costellata (la parola non è un caso) di viaggi, luoghi, persone, esperienze incredibili, di cui vi parlerò molte altre volte. Ma non oggi, non stanotte, mentre alzo la testa ancora una volta all'insù.
Van Gogh - Notte Stellata


lunedì 5 marzo 2012

Salvador Dalì - "La Persistenza della Memoria"


Gli orologi molli di Dalì

Quella che Sogno Dentro Un Sogno propone oggi è certamente l'opera più rappresentativa e famosa nata dalle magiche mani di Salvador Dalì (1904-1989, attualmente in mostra a Roma), pittore di grandissime abilità tecniche il cui surrealismo (influenzato dai suoi studi sul Rinascimento) lo ha reso celebre in tutto il mondo. Personaggio stravagante e spesso talmente bizzarro da essere facilmente ricordato più per le sue stranezze che per i suoi capolavori, Dalì ha intrecciato molto spesso la sua vita anche con quella legata al mondo dello spettacolo, collaborando con scrittori, registi e scultori. La scoperta della pittura per questo artista avvenne nel 1919 quando iniziò a disegnare con il carboncino.
Dalì - La persistenza della Memoria



















Nella sua carriera artistica venne anche espulso dall'Accademia delle Belle Arti di San Fernando, affermando che nessuno in quell'istituto aveva la competenza e la bravura necessaria a sottoporre i suoi lavori ad esame. Nella sua vita piena di progetti Dalì si distinse in ogni campo, ma fu spesso accusato di aver venduto l'anima dei suoi lavori al vile denaro, dipingendo solo per profitto. Certo è che le sue creazioni ispirarono anche la più recente Pop art così come il suo simbolismo e le opere di arredamento e gioielleria del quale fu diretto artefice.
Come tratto distintivo della sua eccentrica personalità inoltre, si fece crescere i baffi all'insù (ispirandosi al pittore Diego Velàzquez), mostrandosi in pubblico con l'aspetto con il quale venne ricordato fino alla fine dei suoi giorni. 
La persistenza della memoria mostra degli orologi da taschino molli nell'atto di liquefarsi, come a voler indicare l'idea di un tempo non classificabile in modo deterministico e rigido, ma libero e in totale assenza di regole e norme già scritte (prendendo spunto dalla teoria della relatività di Albert Einstein). Questa interpretazione, confermata da ulteriori elementi presenti nel disegno (come ad esempio il paesaggio enorme ed indefinito e l'orologio mangiato dagli insetti), è attualmente quella più riconosciuta da tutti i critici internazionali.

domenica 4 marzo 2012

La Domenica dei fumetti: Milo Manara - "Fred Astaire"


Le Veneri di Milo

Milo Manara, fumettista italiano, è nato nel 1942 a Luson, in provincia di Bolzano.
Dopo aver frequentato l'Università di Architettura di Verona (senza tuttavia mai laurearsi) e dopo aver tentato la via della pittura, dalla quale si ritirò presto in modo assai polemico, Manara iniziò ad entrare nel mondo dei fumetti come autore di una collana di storie erotiche di tipo poliziesco della collana Genius.
Da quel momento in poi sono iniziate per lui prestigiose collaborazioni: molti ricorderanno le sue bellissime illustrazioni nella "Storia d'Italia a Fumetti" di Enzo Biagi, Playmen ("Il gioco") Corto Maltese (rifacendosi al testo di Hugo Pratt disegnò "Tutto cominciò con un estate indiana" e "El Gaucho"), e Totem, rivista nella quale viene consacrata la sua sensuale eroina femminile, Miele.I nudi di Manara, donne bellissime e autentiche veneri su carta, sono un emblema del suo stile tecnico, sempre raffinato, immediato: una perfetta armonia tra erotismo, desiderio e audace provocazione.
Manara - Fred Astaire (Litografia in edizione limitata)

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