mercoledì 4 novembre 2015

Hiroshige Utagawa - "La Luna vista attraverso le foglie d'acero"



"La musica dell’estate lontana vola intorno all’Autunno cercando il suo nido perduto"



(Rabindranath Tagore)

Quando l'Autunno arriva, è arrivato il momento di confrontarsi con noi stessi e il tempo che passa. 
Partiamo dall'Inverno precedente, in cui abbiamo fatto propositi per l'anno venturo, e in cui non abbiamo ancora idea se riusciremo a realizzarli o che la nostra strada sia quella che percorriamo in quel momento. Ed è qui che arriva la Primavera, carica del suo ottimismo e della consapevolezza certa che anche se non siamo in grado di ottenere tutti i nostri obiettivi, saremo comunque soddisfatti. L'Estate ci da la conferma di tutto questo, dandoci la possibilità di godere di emozioni grandissime come un tramonto, l'acqua del mare, stare fuori fino a tardi. Ma poi?
La realtà cambia di nuovo, il sogno estivo svanisce e torna un freddo che non è così freddo, un caldo che non è così caldo. Le foglie volano portando via tutto quello che hanno visto durante l'anno, e anche un pezzo di noi. Solo allora comprendiamo veramente quanto tempo è fluito davanti a noi e iniziamo a tirare le somme, tra vittorie e sconfitte. 
Il disegno di Hiroshige, questo splendido Ukyio-e, è semplicemente perfetto nella sua forte esaltazione delle foglie che volano via verso un nulla indefinito, ma che tuttavia è pieno di colore: questo perché proprio nell'Autunno, quando ci ritroviamo a capire quello che abbiamo davvero fatto, troviamo di nuovo il momento di ricominciare.
Hiroshige Utagawa - "La Luna vista attraverso le foglie d'acero"
Hiroshige Utagawa - "La Luna vista attraverso le foglie d'acero"

giovedì 19 marzo 2015

Festa del papà 2015 - Guido Reni - "San Giuseppe"


Tanti auguri a tutti i papà del mondo

Festa del papà 2015, doppio appuntamento con Sogno Dentro Un Sogno: presentato da una bellissima poesia di William Blake, una magnifica opera di Guido Reni (1575-1642, tornerà presto a trovarci) che ci mostra un padre d'eccezione: San Giuseppe con in braccio il piccolo Gesù. Un sincero augurio!

William Blake - Il bambino perduto

Babbo, babbo, dove vai?
Oh, non camminare così veloce.
Parla, babbo, parla al tuo bambino,
O io mi perderò.
La notte era scura, nessun padre c’era;
Il bimbo era bagnato di rugiada;
il fango era profondo,
e il bimbo pianse,
e la nebbia svanì fugace.



Guido Reni - San Giuseppe dei falegnami




sabato 14 febbraio 2015

Marc Chagall - "Gli amanti di Vence"


Ti Amo, le due parole che valgono una vita

Una intera esistenza dentro queste parole: ti amo.
Non c'è un modo più sublime per esprimere il proprio sentimento alla persona amata se non dicendoglielo con queste poche lettere dal peso immenso: dire ti amo è dire la mia vita è anche la tua, la onoro e la rispetto, la vivo per te, ti accompagno ogni giorno della nostra esistenza.
L'amore esiste in tanti modi, c'è quello corrisposto, ed è la sua forma più bella. Giovani, maturi, anziani, coloro che si amano vivono nel paradiso terrestre, anche quando tutto è difficile, si sostengono l'un l'altro senza farsi mai mancare nulla. Si capiscono senza parlarsi, con un semplice gesto o il tocco delle dita, o di un sorriso, e qualsiasi cosa facciano anche se non insieme in un dato momento, è magia pura. Nessuno è in grado di spiegarlo se non l'ha mai provato o se ancora deve conoscerlo.
Esiste però anche un altro tipo di amore, quello non corrisposto, che spesso fa male perché genera tanti dubbi e insicurezze: tanti vorrebbero quella data persona al loro posto, ma non può e non deve essere così. I motivi possono essere molteplici, e va accettato. Tanti poeti del passato onoravano donne che non sono mai state loro neanche per un momento, tuttavia le hanno amate sempre, è l'amore platonico, ma è quello che insegna a guardare avanti soltanto se lo si desidera davvero.
Naturalmente ci sono anche gli amori che finiscono, nel bene e nel male. A volte sono duri da digerire, altre volte invece sono una nuova liberazione. Posso essere un nuovo inizio, un nuovo modo di riconsiderare altre persone, è perché no, innamorarsi di nuovo.
Quello che è bellissimo infatti è che l'amore ci colpisce quando vuole lui, nel momento in cui non sappiamo nemmeno dove sia, e ci prende come un uragano mandandoci in confusione totale e dandoci un punto di vista molto diverso delle cose che ci accadono. E' nel significato profondo dell'innamorarci che troviamo il motivo principale per vivere nella più segreta speranza della nostra felicità.
Chagall amanti Vence
Chagall- Gli amanti di Vence

sabato 7 febbraio 2015

Maria Magdalena Hafenscheer - "La menzogna smascherata"


Siamo tutti impostori in questo mondo, noi tutti facciamo finta di essere qualcosa che non siamo (R. Bach)

Dove finisce quello che è falso? Dove è che noi troviamo la verità? Esiste qualcosa che sia vero?
E' diventato difficile di questi tempi avere fiducia in qualcuno: le persone vivono per tornaconto personale, alcune approfittano, altre riescono ad avere in pochi secondi due facce; possono sorridervi ed un attimo dopo deridervi senza che voi possiate accorgervene. Molto spesso addirittura il confine tra il vero e il falso è talmente sottile che si confondono tanto da spingerci a credere per buone menzogne che alle orecchie di altri sarebbero palesi.
La falsità del mondo odierno è gigante, giochiamo tutti sull'apparire e mostrarci per quello che non siamo, e a molti di noi piace. Senza farlo apposta, siamo attori che mettono ogni giorno una maschera diversa per giocare in un teatro in cui chi ha più talento nel recitare riesce ad emergere nella scala sociale, e perché no, anche nei rapporti personali. Come l'amore e l'amicizia, ad esempio, veri e propri terreni di scontro tra quello che le persone provano nel loro cuore e quello che invece vogliono mostrare per il mero guadagno.
Successo? Fama? Semplice presa d'ego? Oppure soltanto il desiderio represso di volersi per forza far notare quando tutta la società ignora sé stessa? Quello che bisogna accettare è che ormai la bugia fa parte dell'oggi: tutti mentono, anche a fin di bene, ma è pur sempre il falsificare la realtà quello che muove le cose.
Esiste un modo per uscire da questo circolo vizioso? L'unica soluzione possibile è quello di "lasciar perdere" e vivere serenamente la propria vita alla ricerca continua di quello che è rimasto ancora di genuino e reale. Solo confrontandoci ogni volta con quello che è fuori di noi, guardando con occhi"nuovi" quello che abbiamo di fronte, riusciremo a trovare la tanto agognata Verità.
Esattamente come questo quadro dipinto da Maria Magdalena Hafenscheerdel (casalinga e sarta) nel 1892, dove la Verità velata e la menzogna (con minigonna lacera a righe rosse e nere) si sfidano senza sosta. La menzogna sfoga con la lingua biforcuta (doppiezza) la propria rabbia contro la Verità e prova a colpirla invano con dei sassi, calpestando, con i suoi piedi, da una parte il cuore (amore), dall'altra la croce (fede).
La Verità, tuttavia, con la mano destra ha strappato alla menzogna la bella maschera dal viso, con la mano sinistra si difende dagli attacchi della menzogna e calpesta sotto di sé il serpente, simbolo del tradimento. Alla fine, è sempre il bene a vincere.

Hafenscheer - "La menzogna smascherata"
Hafenscheer - La menzogna smascherata


sabato 31 gennaio 2015

Edward Munch - "Notte Bianca"


Il freddo e la neve in Munch

Torna il freddo in tutta Italia, e ho pensato bene di raccontarvelo attraverso questo quadro dedicato all'inverno di Edward Munch. In maniera non dissimile dell'orribile angoscia del suo Urlo, i toni blu di questo paesaggio notturno sommerso dalla neve evocano pensieri di morte silenziosa, di solitudine, di buio assoluto.
Il bianco della neve è praticamente  sommerso dal neo dei due alberi in primo piano, che si stagliano sulla tela dominando lo spazio e offrendo la loro ombra nera sul piano. Un segno continuo di morte perennemente presente e costantemente osservabile al quale nulla si può se non contemplarla in silenzio.
Tuttavia, in questa opera il buio non è solo funesto, ma pare portare ad una tranquillità interiore all'osservatore, che può abbandonarsi alla scena in modo reale, come affacciandosi ad una finestra nella notte per osservare il freddo manto della neve.
Anche il cielo sullo sfondo, tendente all'azzurro, infonde un senso di calma crescente, rassicurante, ad indicare la possibile pace che l'uomo può raggiungere allontanandosi dall'oppressione crescente (rappresentata appunto dagli alberi, neri perché radicati alla terra e quindi alle disgrazie umane) per arrivare alla serenità delle emozioni più pure e lontane dalla tristezza.
Notte Bianca di Edward Munch
Munch - Notte Bianca

sabato 24 gennaio 2015

Hiroshige Utagawa - Giardino degli iris a Horikiri


L'iris di Hiroshige, inno alla bellezza femminile

Esiste qualcosa di più bello di questa opera che stiamo guardando in questo momento?
Hiroshige la dipinse così, utilizzando un punto di osservazione ribassato, in modo da dare l'idea all'osservatore di guardare non al primo, ma alla scena che si verifica in secondo piano. La stessa cornice che compone l'opera è volta a esaltare la bellezza dell'iris, che guardiamo davanti a noi come in posa sensuale, ad attrarci esattamente come le donne sullo sfondo, che l'artista giapponese coglie nell'atto di cogliere il bellissimo fiore.
Non è un caso: le donne sono nel prato esattamente insieme agli iris proprio per esaltarne l'armonia fresca e la comunanza nella bellezza.
Hiroshige ci dice come le donne siano belle attraverso un lavoro geniale che all'epoca della sua produzione fu tuttavia considerato piuttosto audace (era il diciannovesimo secolo) e che proponeva in una delle sue prime apparizioni in Giappone della pianta presentata da un medico, Engelbert Kaempfer, che aveva lavorato in terra nipponica con la Compagnia olandese delle Indie Orientali.
Hiroshige Giardino degli iris
Hiroshige Utagawa - Giardino degli iris a Horikiri

sabato 17 gennaio 2015

Vincent Van Gogh - "Notte stellata sul Rodano"


Per arrivare all'alba, non c'è altra via che la notte

Si, ci piace guardare le stelle, e non siate bugiardi: in fondo in fondo siamo tutti un pò romantici.
Capita spesso di sentirci spaesati di fronte a quello che ci accade nella vita: facciamo molto in essa, programmiamo, progettiamo, costruiamo, sogniamo, e basta un solo colpo di vento per cancellare tutto e costringerci a ripartire da capo a mani vuote e con la forte voglia di cambiare tutto.
Tuttavia è un illusione: siamo quelli che siamo, e anche provare a vivere in modo diverso non è che mentirsi tutti i giorni. Alla fine la verità della nostra esistenza, il nostro modo reale di essere, viene a bussare prepotentemente alla nostra porta.
E siamo costretti ad aprire e a confrontarci con essa, come di fronte ad uno specchio che mostra il nostro vero aspetto. Non si può fuggire, solo accettare.
La vera sfida allora non è allora cercare di cambiare le cose e fare di tutto perché vada sempre come meglio si accomoda ai nostri desideri: se così fosse, il mondo sarebbe perfetto. Non tutto può andare come vogliamo noi, e dobbiamo imparare a capirlo. Dobbiamo accogliere quello che ci viene dato tutti i giorni come un dono, un tesoro di cui fare esperienza e che dobbiamo condividere con gli altri.
E' per questo che oggi ho scelto questa magnifica opera di Van Goh, simbolo della bellezza delle stelle e della notte, l'oscurità che ci avvolge ma che dentro di sè nasconde le sue luci. Fari nel buio che ci dicono già dove andare a guardare, in alto. Nella direzione dei nostri desideri, sentimenti, mossi dalla volontà di continuare a cercare quello che ci spinge a essere felici e affrontare il cielo guardandolo con occhi diversi, quelli delle persone che hanno capito come funziona il mondo e ne trovano la bellezza magica nel bene e nel male.

Van Gogh Notte Stellata sul Rodano
Van Gogh - Notte Stellata sul Rodano



sabato 3 gennaio 2015

René Magritte - "Gli Amanti"


Magritte, il mistero indefinibile del reale

Il pensiero dell'amore ci coglie tutti i giorni impreparati. Alcuni lo trovano, altri lo cercano, altri in qualche modo l'hanno sempre avuto. Ma l'amore non si può spiegare. Gli piace coglierci all'improvviso, quando siamo girati di spalle, e di colpo cambia ogni punto di vista, ogni logica, ogni significato. Considerazione forse sciocca, ma all'amore piace prenderci in giro, gioca con noi, ci seduce e ci fa diventare quello che abitualmente non siamo.
Esattamente come queste due figure velate che si baciano davanti a noi, il sentimento così come noi solo lo conosciamo è nascosto agli occhi normali del quotidiano, come due visi in cui tutti possiamo riconoscerci, ricoperti dai lenzuoli del nostro essere e di quello che siamo nella vita.
René Magritte (1898-1967), pittore belga e altro grande surrealista è riuscito però a mostrarci quello che non si può definire attraverso la sua arte (trompe l'oeil, ovvero l'illusione di vedere oggetti tridimensionali disegnati su un piano a due dimensioni), in cui invece di dare spiegazioni e delineazioni sul reale, ce ne pone davanti il mistero più complesso.
Molti pensano tuttavia che l'idea di questo artista di ritrarre dei soggetti coperti da un panno sia derivato da un trauma infantile causato dalla morte della madre (che fu ritrovata nel fiume Sambre suicida proprio con il volto coperto), ma in realtà la classe di Magritte è tutta nel percepire concretamente le difficoltà di porre su tela emozioni così intime e personali che vanno ovviamente prese nella loro soggettività. Nella sua vita e carriera artistica, Magritte conobbe le opere di Giorgio De Chirico, dal quale fu profondamente ispirato. Toccò anche per un breve periodo anche il cubismo e il futurismo, prima di approdare al surrealismo. Sviluppando tuttavia una sua versione personale di questa ultima corrente, egli divenne un vero e proprio illusionista dell'onirico, portando all'attenzione scenica oggetti che si trasformano o paesaggi contemporaneamente notturni e diurni.
Non si tratta tuttavia di un intento psicoanalitico teso a far emergere l'inconscio umano, ma la spinta a porre domande concrete sul paradigma più grande: l'insanabile distanza della realtà dalla sua stessa rappresentazione. Un cortocircuito che alla pari dei sogni, gli dava sempre fortissima ispirazione.

Magritte - Gli Amanti

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