lunedì 31 dicembre 2012

Pierre-Auguste Renoir - "Danza a Bougival"


Buon 2013 amici sognatori!

Ci lasciamo alle spalle un altro anno. Particolare quanto difficile.
In un anno accadono molte cose, anche se a ben vedere il tempo passa velocissimo: incontriamo persone, viviamo storie, drammi, ci confrontiamo ogni giorno con qualcosa che non avevamo previsto, siamo importanti e inutili allo stesso tempo, ci illudiamo di aver trovato una soluzione ai nostri problemi e in realtà non abbiamo fatto altro che complicarli ancora di più, alcuni riescono addirittura a  ricordarci e dimenticarci di noi in pochissimo tempo, quasi da non credere. Bisogna tuttavia accettarlo e andare avanti.
Passiamo dalla risata alla rabbia, dalla sicurezza alla tremenda indecisione, ad avere tutto chiaro in mente, provato e riprovato all'esasperazione, e poi nel momento topico non esprimerci mai come avremmo voluto.
Il 2012 ha raccontato per me tutto questo, regalandomi, come è nella vita di tutti, alti e bassi, luce e buio, speranze e delusioni, oppure illusioni che sono diventate speranze e di nuovo delusioni. Un bagaglio dal quale ho imparato molto per non commettere gli stessi errori e fare scelte più intelligenti e più giuste.
Non è allora un caso che per festeggiare la fine di questo anno così turbolento, ho scelto un quadro bello, colorato, pieno di brio e gioia così come una festa e il ballo sanno esserlo, dipinto dal bravissimo Renoir, capace come vi avevo raccontato di saper cogliere l'essenza del momento con rapidi e decisi tocchi del pennello. Solo gettandoci nelle nostre passioni, perennemente alla ricerca dell'Amore, nella bellezza del calore umano e della gioia della musica troveremo il cammino più bello e sereno per affrontare nel modo migliore questo 2013 che sta iniziando.
E che sia un anno luminoso per tutti, amici sognatori!
Renoir, danza a Bougival Auguri per un sereno 2013!
Renoir - Danza a Bougival


venerdì 28 dicembre 2012

John Atkinson Grimshaw - "Elaine"


Elaine, la Dama di Shalott nell'opera di Grimshaw

Dopo lo struggente quadro sulla Deposizione di Atala, vi propongo oggi l'opera di un pittore inglese nato a Leeds nel 1800, John Atkinson Grimshaw (1836-1893), artista di epoca vittoriana ricordato sopratutto per la sua grande capacità di riprodurre paesaggi notturni nel massimo realismo, scene ambientate nelle marine e nei porti, e temi tratti dal mito di re Artù e le leggende gaeliche.
Ammiratore in un primo momento delle tecniche preraffaellite,(una confraternita di ispirazione precedente a Raffaello Sanzio) Grimshaw dipingeva la sua città, ma anche Londra, all'interno delle situazioni più verosimili, descrivendone perfettamente l'atmosfera, la nebbia e il fumo, e donando tuttavia elementi improvvisi di calore all'interno di contesti urbani e quotidiani. Nonostante spesso il silenzio che regnava nelle sue opere, otteneva comunque lo scopo di non raffigurarle mai come momento di solitudine interiore o come spunto critico alla società anomica e industriale in cui viveva
Successivamente nelle sue tele comparvero scene dettagliate dedicate all'impero greco e romano, arrivando poi ad elaborare degli splendidi dipinti ispirati ai soggetti letterari di Longfellow e Tennyson, noti poeti inglesi dell'epoca. In particolare delle creazioni del secondo, dalla cui ballata "The Lady of Shalot", è tratta l'immagine di oggi.
La storia narra della giovane Elaine di Astolat, costretta a guardare il regno di Camelot attraverso uno specchio per via di una maledizione che la ucciderebbe all'istante. Elaine vive la sua vita rinchiusa in una torre sul fiume Shalott, tentata perennemente dal desiderio di vedere il mondo di fuori nella sua totale realtà e senza distorsioni causate dal riflesso.
La donna resisterà fino all'incontro con Lancillotto, il cavaliere della Tavola Rotonda: capendo di non poter più fare a meno di guardare con i suoi occhi la realtà per non vivere nella finzione, decide di osservare Camelot senza l'uso dello specchio. Fuggita immediatamente dalla torre, la giovane trova una barca e si lascia trasportare lungo il fiume, spegnendosi lungo il tragitto cantando una canzone triste. Giunta l'imbarcazione proprio sulle rive di Camelot, la "Dama di Shalott" arriva ormai morta proprio davanti agli occhi di Lancillotto.
Il quadro deidcato ad Elaine di Astalot dipinto da John Atkinson Grimshaw
Grimshaw - Elaine


lunedì 24 dicembre 2012

Michelangelo Merisi da Caravaggio - "Natività"


Caravaggio, Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi

E'arrivato il Natale e per festeggiare degnamente questo evento così speciale Sogno Dentro Un Sogno vi regala una autentica perla: la natività del piccolo bimbo Gesù dipinto da Michelangelo Caravaggio, quadro che venne trafugato nel 1969 nella Chiesa di San Lorenzo a Palermo e che non fu mai ritrovata. Vi racconterò presto la storia, ma per ora....
Un caro augurio di Buon Natale a tutti gli amici sognatori!

Michelangelo Caravaggio Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi
Caravaggio - Natività

martedì 18 dicembre 2012

Mark Rothko - "Number 10"


Rothko, l'emozione diretta e astratta

Torniamo ora alla pittura astratta presentandovi il lavoro di Mark Rothko (1903-1970), artista di notevole spessore internazionale classificato come espressionista di stampo moderno, nato agli inizi del ventesimo secolo in Lettonia e che poi si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti alcuni anni dopo.
Nel 1928, dopo aver abbandonato gli studi a Yale e fatta la conoscenza del filosofo ed economista Max Weber alla Arts Students League, fece la sua prima esposizione. Nel 1935 fondò il gruppo The Ten, interamente dedicato all'ambito dell'astrazione e dell'espressionismo.
Il suo lavoro si è sempre incentrato sull'emozione diretta, pura così come essa si pone all'osservatore, dipingendo a tale scopo tele di canapa di grosse dimensioni, ma con pochi colori di grande intensità e particolari spesso infinitesimali all'occhio e difficilmente comprensibili ad un primo sguardo. proprio la sua tecnica avrà il suo punto massimo evolutivo negli anni Quaranta, adoperando grandi rettangoli cromaticamente composti realizzati con stile leggero e fluttuante.
Rothko morì suicida dopo aver vissuto gran parte della sua vita in deboli condizioni fisiche e soggetto a crisi depressive, realizzando opere da record come un suo quadro, White Center, che è stato battuto all'asta lo scorso 2007 da Sotheby's (New York) di quasi 73 milioni di dollari. Le disposizioni a riguardo della sua eredità furono per molti anni causa di una famosa disputa giudiziaria.
Mark Rothko e la sua opera Number 10, composizione di espressionismo astratto
Rothko - 10

John Martin - "Apocalisse"


L'Armageddon secondo John Martin

La violenza della Terra, la distruzione totale del mondo, uomini in fuga senza speranza: l'Armageddon è giunto, la fine dei giorni e l'inizio di una nuova era si affacciano all'orizzonte mentre tutto crolla e ogni speranza appare perduta.
Una visione terrificante descritta in maniera complessa nelle Sacre Scritture, dove l'Apostolo Giovanni descrive il Giudizio Universale, la Grande Tribolazione a cui gli uomini saranno sottoposti prima di affrontare la nuova vita ultraterrena del Regno dei Cieli. E' anche la visione dei Maya e del loro calendario, che prevede la fine del lungo computo (la loro antica misura del tempo) per dare inizio all'Era dell'Acquario.
La conclusione di tutto è qualcosa che affascina e spaventa gli uomini allo stesso tempo, sopratutto i fan del 21 dicembre 2012, data in cui tutto dovrebbe giungere al termine.
Ed è stata anche fonte di ispirazione per alcuni bravissimi pittori, come quello che vi presento oggi, John Martin (1789-1854), bravissimo studioso di architettura e tecniche della prospettiva che divenne famoso proprio per le sue tele di grandi dimensioni raffiguranti episodi biblici (come ad esempio la distruzione di Sodoma e Gomorra) rappresentandoli in tutta la sua forza, con fragorosa esplosione di colori e la forte drammaticità dell'evento che raccontano.
L'Apocalisse descritta dal pittore inglese John Martin
John Martin - Apocalypse Tate

sabato 8 dicembre 2012

Pinturicchio - "L'Annunciazione"


"Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo"

Nella festività di oggi dedicata alla Vergine Maria vi propongo oggi una bellissima opera di Bernardino di Betto Betti detto il Pinturicchio (1452-1513) raffigurante l'episodio tratto dal Vangelo di Luca in cui è descritto l'incontro della futura madre di Gesù con un Angelo giunto a lei per recarle la notizia del concepimento immacolato (celebrato il 25 marzo di ogni anno, ovvero nove mesi prima del 25 dicembre).
Nel lavoro, custodito nella Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore a Spello, vediamo sulla sinistra l'Angelo intento a dare annuncio alla Madonna, sorpresa mentre è intenta alla lettura. Sull'estremità destra del dipinto vediamo una mensola con alcuni libri e un dipinto appeso, che altro non è che un autoritratto dell'artista denominato Pinturicchio per via della sua statura minuta.
L'Annunciazione dell'Angelo a Maria sulla nascita di Gesù secondo l'opera del Pinturicchio
Pinturicchio - Annunciazione

giovedì 6 dicembre 2012

Wilhelm Amberg - "Leggendo il Werther di Goethe"


Amberg: cinque ragazze, cinque modi di leggere un libro

Cinque splendide ragazze ritratte in questa opera del pittore tedesco Wilhlelm Amberg (1822-1899) mentre leggono il famoso romanzo epistolare di Goethe "I dolori del giovane Werther", la storia di una delusione d'amore (Werther è un intellettuale nato in Germania che si innamora della giovane Lotte, che non può ricambiarlo perché promessa sposa  al fidanzato Albert) ma anche dell'impossibilità dell'uomo di separare le esigenze dell' ambizione da quelle spesso contrarie dettate dai sentimenti. 
Amberg deve la sua formazione all'Accademia delle Arti di Berlino, città in cui era nato, girando tuttavia il mondo trasferendosi e lavorando a Parigi e anche in Italia, visitando Roma, Venezia e Napoli e facendo del suo stile un arte poliedrica, visiva, sempre tesa a rappresentare il gusto contemporaneo con tematiche piacevoli e dai soggetti trattati quasi sempre narrativi e raffinati.
Il pittore tedesco amava molto il colore come indicatore del fascino di un opera, per mostrarla sempre agli occhi dell'osservatore in una candida e immediata poesia tanto da far apparire ogni scena in modo armonico dove ogni elemento è collegato a tutti gli altri.
Proprio in questo quadro vediamo un esempio del grande talento di questo artista capace di rappresentare lo stesso atto "dividendo" l'atteggiamento delle cinque ragazze alla lettura, in cui riusciamo a scorgerne l'interesse al limite del passionale della giovane con le mani giunte, il distacco (la fanciulla sulla sinistra che guarda vagamente davanti a sé), l'attenzione della ragazza con il cappello, la lettura personale e solitaria della compagna alle spalle di tutte e quella più concentrata della donna vestita in blu che tiene il libro in mano, addentrandosi nei segreti del testo.
Il quadro del pittore tedesco Wilhelm Amberg leggendo il Werther di Goethe
Amberg - Leggendo il Werther

sabato 1 dicembre 2012

Jan Vermeer - "Il Bicchiere di Vino"


Vermeer, il pittore della trasparenza

Torniamo di nuovo in Olanda per ammirare la tecnica e la concezione artistica di Jan (Johannes) Vermeer (1632-1675), le cui origini sono poco note e avvolte nel mistero
: di lui fino alla giovane età si sa solo con certezza la data del suo battesimo, il 31 ottobre 1632.
Di famiglia protestante, Jan sposò una giovane ragazza cattolica Catherina Bolnes, ma si trattò di un matrimonio sfortunato, dettato dalle grandi differenze economiche (la famiglia della donna era più ricca di quella del pittore) e religiose, anche se alcune fonti contemporanee parlano di una conversione cristiana di Vermeer.
Importante tuttavia per lui fu la madre di Catherina, tale Maria Thins, una vedova protestante che aiutò Jan economicamente per il suo successo come pittore e nella sua vita di coppia, accompagnata da ben 14 figli. In onore della donna, Vermeer chiamò non a caso la sua prima figlia con il nome della nonna. Nonostante un discreto successo, l'artista morì povero, sconfitto dalla imprevista congiuntura economica sfavorevole causata dall'invasione francese nel territorio olandese, che svalutò notevolmente l'acquisto di beni di lusso come opere scultoree e pittoriche. Alla sua morte, Catherina utilizzò numerosi quadri del marito per pagare i creditori.
La tecnica di Vermeer è unica nel suo genere, usando una particolare tecnica denominata pointille (colore a punti piccoli e ravvicinati) in grado di creare l'effetto di trasparenza. Il risultato nelle sue opere, che posso essere attualmente ammirate a Roma nell'omonima mostra delle Scuderie del Quirinale fino al prossimo 20 gennaio 2013, è quello di dare vividezza e colorazioni  così fresche, piene di aria.
Il successo di Vermeer all'epoca fu oscurato da un abile falsario, Han Van Megereen, che riuscì a vendere numerose sue opere spacciandole per lavori inediti del grande pittore olandese, che fu riscoperto progressivamente nell'Ottocento per giungere alla fama dei giorni nostri.
Il bicchiere di vino, il quadro del pittore olandese Jan Vermeer
Vermeer - Il bicchiere di vino

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