sabato 23 febbraio 2013

William Hogarth - "Il vicolo del gin"


Hogarth, ascesa e declino sociale

Torniamo nuovamente in Inghilterra per fare la conoscenza di un artista molto originale, ottimo pittore ed incisore: William Hogarth (1697-1764), che nacque a Londra e nel corso della sua carriera mosse una severa critica satirica alla moda e alle fobie proprie della sua epoca. Fu un osservatore molto acuto della personalità umana, vicino alla comprensione del marcio e dell'individualismo dilagante nel periodo, in cui si opponeva una concezione della borghesia basata sull'educazione, la rispettabilità e una morale concreta di facile individuazione.
Hogarth visse una infanzia infelice e in disgrazia dopo che il padre ebbe dichiarato bancarotta per un azzardato acquisto di una bottega del caffè e costrinse alla galera l'intera famiglia. Tuttavia il giovane William studiò a fondo la pittura e l'incisione, finendo per affermarsi come artista esprimendo nel proprio talento le storie di ascesa e declino con protagonisti arrampicatori sociali destinati, nella loro falsità e ineluttabilità, al fallimento. Tra le sue più famose incisioni figura quella di oggi, che intendeva mostrare e denunciare le conseguenze derivanti dell'abuso del gin.
Vicolo del gin di William Hogarth
Hogarth - Gin lane

lunedì 18 febbraio 2013

Maurits Cornelis Escher - "Metamorfosi"


Escher, immagine in evoluzione

Iniziamo questa settimana con un opera straordinaria, frutto del lavoro di Escher, incisore e grafico olandese che avevamo già avuto onore di conoscere nella sua sorprendente rappresentazione tridimensionale e illogica delle scale. La Metamorfosi è un opera di notevole estensione che vede un inizio e una fine rincorrersi attraverso la continua sequenza di figure in continua evoluzione e trasformazione: ogni immagine si altera fino ad assumere le sembianze di quella che la segue, fino ad arrivare alla conclusione. 
Esattamente come la vita, che è multiforme e che nello stesso tempo ci appare muta e statica, l'opera di Escher ci invita a guardare oltre le apparenze e a seguire il flusso degli eventi, per coglierne il perenne senso evolutivo del cambiamento.
Escher Metamorfosi
Escher - Metamorfosi

sabato 16 febbraio 2013

Claude Oscar Monet - "La Passeggiata"


Ripropongo oggi questa bella opera di Claude Oscar Monet (1840-1926), che ci parla ancora degli impressionisti.
Monet è cosniderato il padre di questa importante corrente artistica. I suoi inizi, tuttavia, furono dedicati alle caricature a carboncino, prima di approdare a Parigi per studiare concretamente la pittura, grazie all'aiuto economico del padre.
Monet non amava rispettare i classici canoni del dipingere: il guardare la natura per lui era qualcosa che andava fatto senza preconcetti e preso nella sua realtà per come essa si mostrava all'occhio nell'istante in cui era osservata: l'apparenza della cosa contro la realtà della cosa.
Da qui prende il via l'impressionismo, cioè la dissoluzione della forma attraverso il colore, unendo vicino e lontano, natura e uomo, il fluire incessante del tempo e l'attimo colto nel suo immediato essere.
La passeggiata opera di Monet
Claude Monet - La Passeggiata


giovedì 14 febbraio 2013

Ary Scheffer - "Le ombre di Paolo e Francesca"


Molto più lontano della notte, molto più in alto del giorno

Quest'anno ho scelto un bacio particolare per augurare un buon San Valentino a tutti gli innamorati, quello disegnato da Ary Scheffer (pittore olandese naturalizzato francese, 1795-1858) che rappresenta ciò che Dante e Virgilio (in penombra sulla destra) vedono e descrivono nel canto V dell'Inferno: Paolo e Francesca sono gli amanti eterni, l'amore che perdona l'errore e la tentazione e va oltre il tempo terreno e la morte.
La storia dei due giovani nella Divina Commedia, li vede infatti cognati in vita (Francesca era sposata proprio con il fratello di Paolo, Gianciotto) e amanti in gran segreto complice la lettura di un libro su Lancillotto e Ginevra. Fu proprio la lettura del testo che scatenò la passione tra i due, un amore che tuttavia venne scoperto e portò all'uccisione dei due amanti.
Dante nella sua opera li colloca entrambi nel girone dei lussuriosi, ma nello stesso tempo ne approva in parte il comportamento, combattuti entrambi tra la morale e il sentimento. E anche questo quadro, che vede i due amanti vestiti di bianco baciarsi con passione, evoca la forza dell'unione tra due cuori con tanta forza e così grande convinzione che sia Dante che Virgilio non possono fare altro che rispettare silenziosamente un amore così grande e così tragico.
Paolo e Francesca sono infatti l'emblema della realtà dell'amore vero, quello per cui si farebbero follie contro tutto e contro tutti, la consapevolezza di aver davanti a sè l'unica persona che si ama veramente e non una persona di comodo con la quale trovare un semplice, quanto inutile palliativo per riempire la nostra misera esistenza.
Esattamente come le parole della magnifica poesia di Jacques Prevert, i ragazzi che si amano "sono altrove, molto più lontano della notte, molto più in alto del giorno". Ed è questo l'unico senso che troppo spesso non siamo in grado di cogliere, accecati dalla paura di rischiare per qualcosa di così meraviglioso.
Le ombre di Paolo e Francesca, quadro del pittore Ary Scheffer
Scheffer - Paolo e Francesca


lunedì 11 febbraio 2013

Edward Hopper - "Mattina a Cape Code"


La finestra di Hopper

Una donna guarda fuori dalla finestra
Non è chiaro di cosa sia in attesa, ma tutto fa pensare ad una persona, a qualcuno che deve tornare ma sembra non arrivare mai, e che Edward Hopper ci descrive nella sua totale interezza, i suoi ampi spazi di solitudine, il silenzio che regna attorno all'individuo, la distanza che separa le persone.
Anche in questa opera è evidente lo stile dell'artista, capace di generare nell'osservatore un forte senso di inquietudine nonostante la molteplicità cromatica insieme alla donna, la quale, nonostante il suo ruolo da protagonista della scena, sembra avulsa dal contesto, lontana dalla natura intorno, che per lei rimane muta. Una prigioniera inconsapevole illuminata da un raggio di sole, che paradossalmente, è freddo.

Hopper - Mattina a Cape Code

sabato 2 febbraio 2013

René Magritte - "Golconda"


Golconda, la paura dell'assenza di regole

Quale legge regola la nostra esistenza?
L'ordine delle cose ci assegna in un tempo e uno spazio definito, ponendo dei limiti a ciò che concepiamo come possibile. L'assurdo non può toccarci perché crea paura, disorienta, toglie il terreno delle certezze sotto i nostri piedi e spezza in un solo secondo catene in cui eravamo imprigionati da anni. Collocati tra cielo e terra, gli uomini vivono due vite diverse, così intimamente legate da non saperle mai distinguere: una volta saliamo verso il cielo con le nostre azioni e il nostro pensiero, in altri casi andiamo verso il basso per schiantarci a terra e perdere ogni possibilità di rialzarci.
Ed è per questo che oggi ho scelto questa stupenda opera surrealista di Magritte (citata in più occasioni anche nel celebre fumetto Dylan Dog), che torna da noi dopo quasi un anno di distanza con la sua tecnica del trompe l'oeil. Rappresenta con grandissima realtà l'impossibilità nei nostri giorni di capire in che direzione stiamo andando, di chi fidarci e di chi sarebbe meglio tenere alla larga, di cosa veramente possiamo essere sicuri.
Molta critica contemporanea resta infatti sospesa nel giudicare se gli uomini in bombetta vestiti di nero stiano cadendo o fluttuando come pioggia sui tetti (in stile belga), ma concorda nel giudicare il ruolo dello spettatore che si avvicina a questa tela: non un ignaro passante, ma parte integrante, un uomo in bombetta anche lui. E voi state salendo oppure siete in caduta libera?
Golconda, opera surrealista di René Magritte
Magritte - Golconda


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