venerdì 29 giugno 2012

Théophile Alexandre Steinlen - "La tournèe del gatto nero"


Cabaret e miseria nelle opere di Steinlen

Non è raro imbattersi in questa locandina, che ho trovato spesso nei locali più disparati come pub e librerie, opera dell'incisore e pittore svizzero Théophile Alexandre Steinlen (1859-1923), esponente artistico dell'Art Nouveau, corrente in cui l'artista diveniva libero e unico artigiano creatore del proprio lavoro, in opposizione alla mercificazione ed alla produzione standardizzata dell'atto creativo per l'unico scopo della vendita nel mercato economico.
"Le Chat Noir" era un cabaret caffè artistico francese che si trovava a Parigi nella Rue Victor Masci, luogo di incontro tra maestri d'arte, dove Steinlen fece anche la conoscenza di Toulouse Lautrec. Tra i suoi lavori spiccano anche numerose illustrazioni e disegni di denuncia sulla miseria e la povertà dei bassifondi di Parigi, riconoscendo nei suoi soggetti (soprattutto operai, contadini, ortolani) le vittime designate dello sfruttamento sociale.
Steinlen - Chat Noir

giovedì 21 giugno 2012

Jack Vettriano - "The Singing Butler"


Vettriano e il maggiordomo cantante

Ringraziamo oggi la nostra cara amica Valeria che ci ha segnalato questo meraviglioso quadro, senza dubbio l'opera più famosa e conosciuta di Jack Vettriano, il pittore scozzese (il vero cognome era Hoggan) capace di disegnare l'erotismo e la sensualità nella sua veste più delicata ed elegante.
C'è una raffinatezza incredibile in questa rappresentazione, dove una domestica e un maggiordomo nascosti sotto un ombrello per ripararsi dal sole, osservano un uomo e una donna che ballano. La musica è cantata proprio dall'uomo in bombetta sulla destra (non riusciamo a vederne il volto), ma la scena ha davvero qualcosa di magico.
Il punto focale dell'intera opera è infatti il centro, l'uomo e la donna elegantemente vestiti danzano con energia e in perfetta sintonia con il contesto. Sullo sfondo, un mare azzurro, simbolo dell'immensità dei rapporti umani, ma anche inizio di un viaggio come lo è quello del ballo: un percorso che si fa in due, capace anche nei luoghi più impensabili come quello che Vettriano (non è l'unico quadro dell'artista dedicato alla danza) ci propone di emozionarci e non "stonare" mai.
Un tocco di alta classe per dare il benvenuto a questa calda estate del 2012.


Vettriano - The singing butler

mercoledì 20 giugno 2012

Katsushika Hokusai - "The Three Whites"

Hokusai, il maestro degli Haiku

Oggi tocca a Katsushika Hokusai (Giappone 1760-1849) mostrarci la bellezza del candido manto della neve in questo capolavoro dai tratti gentili, semplici e delicati così come lo è un fiocco gelato.
Di modeste origini (vivrà sempre in povertà considerandosi un contadino), Hokusai contraddistinse le sue opere per l'estrema indipendenza stilistica, da cui Claude Monet e Vincent Van Gogh trovarono forte ispirazione.
Proprio sul punto di morire, il maestro scrisse questo bellissimo Haiku:

"Anche se da fantasma
me ne andrò per diletto
sui prati d'estate"
Hokusai - Tre bianchi

martedì 19 giugno 2012

Diecimila Sogni per un viaggio che continua.....


Diecimila Grazie!!!!!

Sono passati alcuni mesi da quando tutto questo è iniziato, ma oggi è davvero un giorno speciale.
Sogno Dentro Un Sogno raggiunge i 10.000 visitatori, diecimila appassionati di arte che hanno deciso di condividere con me la grande passione che i pittori ci hanno mostrato, le loro storie, molto spesso le loro fortune e le loro buie disgrazie, con il solo uso dei colori, dei dipinti, dei video e delle installazioni  che solo la mente umana è capace di creare partendo innanzitutto da sé stessa.
Il mio è un grazie sincero a tutti, anche a chi magari queste pagine ancora non le ha viste e forse non le vedrà mai, perché magari non gli interessano o perché hanno visioni diverse dell'arte e della cultura. Non pensavo di andare così avanti in poco tempo, conosciamo tutti la natura vorticosa di internet e la velocità con cui un blog nasce, cresce e muore, ma devo dire che i nostri sogni sono davvero la grande forza che muove questo mondo.
Andiamo avanti, alla grande, perché il nostro viaggio continua.....
Grazie di cuore a tutti,
Adriano
GRAZIE DIECIMILA!!!!!



venerdì 15 giugno 2012

Giuseppe De Sanctis - "Il cappellino rosso"


La raffinatezza del De Sanctis

Oggi vi parlo di un bravissimo pittore napoletano, Giuseppe De Sanctis (1858-1924). Incoraggiato dal padre Cesare, un importante uomo d'affari amante della musica e dell'arte (prediligeva in particolare la musica di Giuseppe Verdi), il De Sanctis fu allievo di importanti maestri come Filippo Palizzi, Gioacchino Toma e soprattutto Domenico Morelli. Una delle sue opere più famose, "La preghiera della sera a Bisanzio" fu acquistata dal re Umberto I, mentre un altro suo dipinto "Donna fra le ortensie" è tutt'ora ammirabile nella Pinacoteca di Capodimonte.
In quest'opera raffigurante una giovane ragazza finemente vestita, un'olio su tela, emerge uno stile elegante, delicato, la cui classe richiama molto le tecniche e la visione tipica dell'esperienza di formazione parigina che il pittore ebbe nel periodo compreso tra la fine del 1800 e i primi anni del ventesimo secolo.
De Sanctis - Il cappellino rosso

giovedì 14 giugno 2012

Antonio Ligabue - "Leopardo con Serpente"


Ligabue, la difficile vita di un uomo avvolto nella sofferenza

Antonio Ligabue, (vero nome Antonio Laccabue, 1899-1965) è stato un pittore davvero singolare, la cui personalità eccentrica e spesso molto violenta, divisa tra la vita nei campi come bracciante e l'internamento in manicomio, ha reso la sua storia davvero unica nel suo genere.
Ligabue sarebbe stato infatti un talento ignorato e incompreso (durante la seconda guerra mondiale percosse un ufficiale tedesco al quale stava facendo da interprete), un mendicante in giro per le pianure del Po (era nato in Svizzera da dove tuttavia fu espulso), se nel 1928 non avesse incontrato Renato Marino Mazzacurati, celebre artista della cosiddetta "Scuola Romana", che lo iniziò alla pittura aiutandolo a far emergere sulla tela le sue pulsioni così istintive, il dramma interiore dell'uomo avvolto nella sofferenza come un serpente che stringe con forza un leopardo.
La vita nelle pitture di questo incredibile uomo è sempre stata segnata dal concetto di lotta per la sopravvivenza, all'interno della quale però vi è sempre la possibilità di riscatto e di serenità. Sono gli animali a mostrare apertamente all'uomo proprio i simboli della sua fragilità, i propri conflitti interiori, l'anima volta a cercare con la forza di dominare il malessere che spesso sconvolge l'animo.
E così fu per lui: Ligabue iniziò ad ad avere una sua notorietà all'inizio degli anni Sessanta, periodo della sua prima retrospettiva e dell'interessamento per le sue opere da parte della stampa, riuscendo finalmente a guadagnare la stima e l'interesse che il suo lavoro merita ampiamente.
Ligabue - Leopardo con Serpente

mercoledì 13 giugno 2012

Giovanni Boldini - "L'amico fedele"



La Belle Époque di Boldini

Giovanni Boldini (1842-1931), protagonista di una splendida mostra sui pittori italiani a Parigi tenutasi due anni fa nel Chiostro del Bramante di Roma.Il suo stile di macchiaiolo (che prevedeva un concetto verista della pittura, ottenuto attraverso l'uso dello specchio nero che dava la possibilità di poter lavorare sui riflessi e i chiaroscuri non normalmente osservabili) resta attualmente uno dei più belli e più rappresentativi in assoluto di questa tecnica pittorica.Boldini conobbe la sua miglior forma artistica nel 1871, quando si recò proprio nella capitale francese per imparare nelle botteghe degli altri colleghi europei approfondimenti e stili per poterli rielaborare in modo tutto suo: è proprio in questo periodo infatti che fece la conoscenza di Degas, Sisley, Manet, lavorando inoltre fianco di un altro bravissimo pittore italiano, Giuseppe de Nittis.
L'esperienza francese trasformò inoltre il personaggio pubblico di Boldini che divenne apprezzatissimo nel mondo della Belle Époque, fatto di lussi e bellissime dame la cui bellezza le spingeva a farsi ritrarre dall'artista italiano anche nude, purchè le rappresentasse nel modo più bello possibile. L'amore di Boldini per le donne lo portava comunque a ritrarle con estrema precisione e cura, quasi a non volerle maltrattare in nessun modo anche nella finzione della tela.
Le stesse donne trovavano in questi ritratti la possibilità di affermare la propria emancipazione, autodeterminazione e femminilità.Il quadro proposto oggi vede una ragazza vestita elegantemente di bianco mentre abbraccia sorridente il suo cagnolino seduta su una panchina. Evidentissimo il contrasto tra il bianco della giovane e il nero del cucciolo, allo scopo proprio di sottolineare questo momento di tenerezza così immediato, importante. Il tutto all'interno di un contesto fresco, aperto. La luminosità è ampia e tende a coinvolgere il centro della scena, dando a tutta l'opera il senso primaverile e il profumo dell'erba e dei prati in fiore.
Boldini - L'amico fedele


giovedì 7 giugno 2012

Mary Cassatt - "Il Tè delle cinque"


Mary e l'impressionismo delle donne

Oggi vi parlo di una bravissima allieva di Degas: Mary Stevenson Cassatt (1844-1926), pittrice che amava molto ritrarre le donne nell'ambito della loro vita sociale, insistendo soprattutto nel rapporto intimo tra madre e figlio. La bravissima Mary ha trascorso gran parte della sua vita in viaggio, conoscendo e visitando Londra, Parigi, Berlino ampliando ogni volta la sua formazione artistica, affinata soprattutto (contro il volere dei suoi stessi genitori) all'interno della scuola d'arte della Pennsylvania a Filadelfia.
La Cassat tuttavia disprezzava i metodi particolarmente maschilisti e assai lenti dell'istituto tanto da decidere di continuare i suoi studi da sola, lasciando i corsi e trasferendosi successivamente a Parigi dove quotidianamente si recava ad analizzare i dipinti del Louvre.
Dopo un periodo  di attività incerta, legata alla scoperta delle tecniche impressioniste, Mary fece la conoscenza di Edgar Degas, il quale gli fece scoprire la bellezza della pittura all'aria aperta, la sua immediatezza, tanto che l'artista iniziò a girare per le strade perennemente munita degli strumenti da disegno come i pastelli, per farsi trovare sempre pronta.
Molto legata al fratello,che scomparirà alcuni anni prima di lei, dipinse fino al 1914 con elementi sempre più sensibili e pieni di sentimento, quando fu costretta a smettere ormai cieca. Tuttavia, riuscì con i suoi ultimi lavori a supportare nel 1915 il sostengo al voto alle donne con ben 18 opere.
E' un peccato che nonostante il grande lavoro e il notevole talento di questa bravissima pittrice, non sia ancora stata riconosciuta ufficialmente tra i più grandi artisti del ventesimo secolo.
Cassat - Tea

mercoledì 6 giugno 2012

Édouard Manet - "Croquet Game"


Manet e la pittura libera

Édouard Manet (1882-1933) è stato un celebre pittore francese che passò l'intera vita a discostarsi dalle tecniche in voga presso gli impressionisti (lavori veloci, freschi, sul cavalletto e in pochi minuti direttamente sul campo in particolari ore del giorno e in determinate ore di luce) restando fermo su una convinzione di un arte pura e totalmente rispettosa della libertà dei punti di vista che un pittore può avere.
Proprio questo modo di intendere le sue opere lo portò a dipingere capolavori che all'epoca furono frutto di scandalo.
Non per questo Manet non ebbe amici impressionisti, che sotto un certo punto di vista, furono maestri e guide ispiratrici (basti pensare a Degas e Sisley). In particolare però fu Corot a spingere Manet a dipingere en plen air.
Il suo stile maturo sviluppava una totale predilezione verso l'assenza di sfumature con pennellate libere, vivaci e dettagli ben lineari e definiti con elementi di forte stilizzazione.
Detestava curiosamente la sua assonanza con il nome del collega Monet, benché fosse suo amico e  condivideva l'odio, ricambiato, per un altro bravissimo pittore, Cèzanne.
Manet - Croquet Game


martedì 5 giugno 2012

Edward Hopper - "Raggi di Sole nella Caffetteria"


Hopper, il pittore  del silenzio 

L'immagine che vi mostro oggi è bella, sincera, scevra di elementi che possano abbruttirla e sicuramente di perfetta definizione: un forte raggio di sole illumina l'interno di un bar, (una caffetteria nelle intenzioni dell'autore) al cui interno un uomo e una donna sono seduti su due tavoli separati.
Eppure, di fronte a tanta luminosità, la prima cosa che viene in mente guardando questo quadro è un forte senso di abbandono e di solitudine: è l'arte di Edward Hopper (1882-1967) pittore americano la cui capacità di ritrarre l'anomia della società contemporanea si è sempre mostrata davvero al di fuori del comune.
La tecnica che Hopper usava era quella di mostrare, più che ciò che lo sguardo poteva raccontare, quello che invece il sentimento poteva esprimere: l'inquietudine dell'uomo dentro uno spazio ampio, grandi pareti, forti giochi di luce, pochi e spesso assenti soggetti inseriti nella scena come fossero fuori posto o comunque incapaci di comunicare con chi gli è accanto: un talento che lo ha fatto definire dai critici "il pittore del silenzio", e che molto lo ha avvicinato agli impressionisti attraverso un realismo poetico pieno dello struggente senso che la vita moderna, pur nella sua incredibile dinamicità, rende l'essere umano un soggetto solo e spesso incapace ormai di relazionarsi con gli altri.
Hopper - Sunlights in Cafeteria

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